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Barcellona - giorno1

Dal finestrino del treno che ci porta a Bologna vedo le cime innevate degli Appennini contro il cielo blu. Se non fosse per le dimissioni di Veltroni avrei l’animo leggero che si sente all’inizio di un viaggio. Si vive di entusiasmo e di speranza e oggi la giornata è un po’ appannata malgrado il sole che sembra promettere bel tempo.

Ho letto un’altra tappa di Nessuno lo saprà di Brizzi, poi mi è venuto sonno.

Il mondo è proprio piccolissimo perché a Bologna incontriamo Viviana Agostinelli: anche lei va a Barcellona, a trovare una figlia.

Mi piacevano i viaggi in aereo: la cerimonia del check in, l’abbandono della valigia, il passaggio sotto le forche caudine del metal detector e l’attesa un po’ annoiata al gate, tra pigre passeggiate tra i negozi di borse e caffè. Invece oggi è tutto uno stress: le info sono nascoste e al check in della Raynair ci dicono che la valigia supera di qualche etto i 15 kg consentiti, quindi bisogna aprirla (uffa, era stata chiusa con 1000 sforzi) e portarsi a mano qualcosa. Sono contrariata perché ora ho lo zainetto con della roba presa a caso che devo agglutinare con la mia borsa per fare un unico collo. Intanto già imbarcano e non posso fare i consueti giri tra i negozi, né prendere un cappuccino. In fila per il boarding ho modo di osservare che i bagagli degli altri passeggeri non sono agglutinati: pare abbiano fatto il check and go. Prendo nota per la prossima volta, insieme al proposito di eliminare la valigia che pesa troppo anche vuota.

In aereo non ci sono i posti numerati e le cappelliere sono già tutte strapiene: saranno i voli low cost, sarà la crisi, ma oggi il viaggio in aereo vale 0 babà.

Il volo atterra a Girona e dobbiamo prendere ancora il bus per Barcellona, destinazione Stazione Nord dove ci aspetta Lorenzo.

Dopo circa un’ora, infatti, eccolo là il nostro ragazzo, sempre più alto e magro, la ragione del nostro viaggio. Due fermate della linea rossa per approdare a Placa Universitat davanti all’Hotel Condestable

Alla Reception una ragazza italiana sta chiedendo di unire i due letti gemelli perché deve arrivare il suo fidanzato: parla come mia sorella quando imita Sabina Guzzanti che imita Valeria Marini.

Finalmente ci danno la chiave 328 (tres, dos, ocho) di una stanza con un bellissimo balconcino sulla piazza.


Lorenzo ci porta a cena all’Imprevist, ristorantino-galleria d’arte nel vicino Barrio El Raval: serata piacevolissima in cui cerchiamo di raccontarci un po’ dei nostri mondi divisi.

Pubblicato il 18/2/2009 alle 17.47 nella rubrica Diario.

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